Seminario tenuto a Udine, 02/12/2005
[Libro + Cd mp3]
Il fenomeno morte è un fatto ineliminabile dalle nostre vite. Esso viene abitualmente vissuto come fine di tutto, dissoluzione, scomparsa, con tonalità che vanno dal rassegnato al drammatico, fino al tragico. Eppure la morte non esiste come entità, ma solo come concetto. Essa è in verità un’astrazione. Solo la vita è reale, eterna e immutabile. Attraverso un percorso di consapevolezza profonda, la persona prossima a questa tappa della vita potrà affrontarla percependo che la propria identità è diversa da quella del corpo e scoprendo di fronte a sé una nuova fase della propria eterna esistenza, tutta da progettare costruttivamente.
Estratto dal CD:
[...] Anche se la paura dell’ignoto è al primo posto e se la complicanza del dolore è al secondo voglio almeno accennarvi ad un grande protagonista che è al terzo posto: il lasciare fili sciolti, problemi irrisolti, trascurare ciò che il malato terminale lascia dietro di sé. Ciò è causa di profonda angoscia. Parleremo quindi anche di un aiuto pratico da fornire al malato per sistemare le cose che si lascia indietro entrando in ospedale, in una casa di cura, in un ambiente del tutto poco umano con una forte dicotomia tra lo staff sanitario da una parte e il morente dall’altro. Un ambiente poco familiare nel quale il morente si muove a fatica, privo dei propri spazi e perfino distaccato, distante dagli oggetti, dalle persone e dai rapporti affettivi più cari. Quindi al terzo posto metteteci tutto ciò che non è stato compiuto e che il malato lascia in disordine nella sua vita, dal testamento dei beni materiali al testamento fisiologico, dei propri organi, al testamento psicologico e a quello spirituale. Raramente si può completare e rifinire proprio tutto nella vita prima di entrare nella fase terminale, dove la lucidità mentale, il vigore fisico, il desiderio di aggiustare cedono progressivamente ad una malinconia acuta fino all’angoscia e alla disperazione. Comunque posizioniamola al terzo posto perché voi come operatori sanitari o come amici e parenti di morenti potete fare molto per alleviare questo terzo dolore che io definisco da caoticità. Molti pazienti sviluppano un complesso di colpa per il fatto di mettere nei guai la famiglia, mettere in difficoltà economiche, psicologiche e affettive, questi sono tutti aspetti che debbono essere presi in seria considerazione.
Pensate ad un reparto come quello di ematologia dove spesso sono persone giovani o giovanissime che vengono meno, bambini leucemici, la disperazione di genitori che non capiscono e che vivono quell'esperienza in termini di ingiustizia [...]
Note sull'autore: Marco Ferrini, Ph.D. Psychology. Da oltre trent’anni si dedica allo studio e all’insegnamento della cultura vedica, che ha approfondito con viaggi in India e soggiorni di studio nei luoghi sacri dell’Induismo. Ha ideato programmi radio ed è intervenuto in trasmissioni televisive su tematiche inerenti la cultura Vedica. E’ autore di saggi e libri sulla Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Religione dell’ India antica. Tiene Lezioni, Corsi, Conferenze e Seminari presso Facoltà universitarie e Istituzioni culturali. Collabora con studiosi e centri di ricerca in Italia, negli Stati Uniti e in India. (altre informazioni)
Durata: 4 ore e 17 minuti