Conferenza tenuta a Vigevano - Pavia, 20/06/2004
Non si può capire né progettare la vita se non si comprendono la nascita, la morte, la transizione e l'immortalità dell'essere.
Estratto dal CD:
[...] Numerose Scritture di molte Tradizioni, oltre a quella vedico-vaishnava, parlano della dipartita dell’anima dal corpo come di una migrazione, simile a quella degli uccelli. Avviene nel momento in cui l’essere vivente, uscendo dal corpo fisico, a bordo e prigioniero della propria struttura psichica, abbandonando il mondo oggettivo cambia dimensione e si trasforma in qualcos’altro, un preta (defunto), avviandosi verso sud, direzione indicata dagli antichi trattati di astrologia. Descrizioni di questo viaggio dell’anima sono presenti in quasi tutte le tradizioni spirituali e il luogo suddetto verso cui si dirigono le anime è una tappa intermedia, ottenuta la quale si deve sottostare ad una ulteriore trasformazione; sarà in quella nuova forma ottenuta che le anime faranno una serie di esperienze dolorose o gioiose, le quali rispecchieranno lo stile della loro vita e gli atti compiuti nel mondo oggettivo.
Passando per queste esperienze di gioia o di dolore, i jiva (esseri) disincarnati ottengono nuovamente le condizioni necessarie per tornare a sperimentare la vita in questo mondo. Non si può dire se il luogo in cui l’anima torna sia necessariamente questo pianeta o, più verosimilmente, altri pianeti, magari simili a questo. Comunque questi atman, una volta assunti nuovi corpi, avranno ancora una certa durata di vita corporea con tendenze più o meno latenti che genereranno gioie e dolori già tracciati, seppur non definitivamente stabiliti. Dopodiché ancora un altro viaggio da preta per poi tornare di nuovo, come se l’esistenza fosse un ciclo infinito.
Il ciclo delle esistenze condizionate non include soltanto la vita corporea ma anche la vita disincarnata in altre dimensioni. Tutte queste fasi rientrano all’interno di un unico ciclo esistenziale detto samsara.[...]
Principali argomenti trattati:
1) Cosa accade nel post-mortem: il viaggio del preta, il defunto.
2) Attività empie o pie determinano la nascita successiva.
3) L’esperienza del sonno e dalla morte e le loro strette corrispondenze e analogie.
4) Dismettere le maschere dell’ego al risveglio, nell’addormentarsi e durante tutta la vita.
5) Momenti di transizione come preziose opportunità di comprensione.
6) Identificarsi con la realtà è utile, come lo è disidentificarsi dall’illusione.
7) L’io e il sé: lotta tra due titani. L’impresa eroica della vita umana: recuperare il sé ed assoggettarvi l’io.
8) Caratteristiche di chi assiste il morente nel compiere il grande salto.
9) Universi paralleli e diverse forme di vita.
10) Normalità e malattia: visioni illusorie dell’uomo.
11) I condizionamenti producono passato e futuro. Un presente espanso come unica realtà.
12) L’inconscio può suggerire proposte per migliorare la vita.
13) Diksha: un lasciapassare speciale per chi la riceve.
14) La vita continua anche dopo la morte: statisticamente confermato.
15) Le caratteristiche degli asura.
16) Il problema della conoscenza, della condotta e del governo.
17) Il principio di onestà per lo sviluppo di tattva-viveka o capacità di discernimento
Note sull'autore: Marco Ferrini, Ph.D. Psychology. Da oltre trent’anni si dedica allo studio e all’insegnamento della cultura vedica, che ha approfondito con viaggi in India e soggiorni di studio nei luoghi sacri dell’Induismo. Ha ideato programmi radio ed è intervenuto in trasmissioni televisive su tematiche inerenti la cultura Vedica. E’ autore di saggi e libri sulla Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Religione dell’ India antica. Tiene Lezioni, Corsi, Conferenze e Seminari presso Facoltà universitarie e Istituzioni culturali. Collabora con studiosi e centri di ricerca in Italia, negli Stati Uniti e in India. (altre informazioni)
Durata: 2 ore e 56 minuti