CSB Store
Home |  Accedi                  

L'Io, l'Inconscio e le Maschere del Sé

 EUR 12,00


Libertà dai condizionamenti e scoperta delle proprie risorse interiori

Conferenza tenuta all'Università degli Studi di Bologna, 5 aprile 2008 

L'impresa che conduce al disvelamento della propria natura è ardua e impegnativa. Ma è la più affascinante che l'uomo possa compiere e l'obiettivo più importante nella vita di ogni essere umano. "Conosci te stesso" recitava un'iscrizione sul Tempio di Apollo a Delfi. Ma chi è qull'individuo che occorre conoscere? Come riuscire a scoprire il nostre sé e a distinguerlo dalle tante maschere che ricoprono il suo vero volto?

Informativa dell'evento:

Sabato 5 aprile presso l’Università degli Studi di Bologna e domenica 6 aprile a Rimini presso la Sala Convegni della Provincia, il Prof. Marco Ferrini ha tenuto due Conferenze sul tema: “L’Io, l’Inconscio e le Maschere del Sé.”.
L’esposizione del relatore è stata incentrata sulla spiegazione dei rapporti tra la morfogenesi delle strutture della materia e gli stati di coscienza degli individui.
Più l’essere è evoluto coscienzialmente, più ha la capacità di organizzare in maniera corrispondentemente evoluta strutture della materia, conferendo continuità ed ordine ad elementi altrimenti frammentati ed eterogenei. I processi costruttivi-evolutivi della materia sono dunque collegati alla presenza dell’essere vivente e al suo grado di sviluppo; laddove infatti l’essere fuoriesce dal suo  involucro fisico, immediatamente si attivano dinamiche entropiche che portano alla destrutturazione di quest'ultimo.
Attraverso l’esperienza nel tempo e nello spazio - a bordo di un corpo - si possono intraprendere vie evolutive od involutive. Ma chi è che evolve? I testi della Psicologia indovedica spiegano che è la coscienza che può elevarsi o regredire ed essa è una delle caratteristiche ontologiche del sé spirituale, atman, quel principio immateriale che è l’essenza della vita in tutti i viventi e che si esprime attraverso tre caratteristiche e funzioni principali: la continuità dell’esistenza o immortalità; la coscienza, da cui originano tutte le facoltà cognitive, affettive ed emotive; la beatitudine o quello stato dell’essere in cui questi trova in sé stesso, nella sua intrinseca natura, il suo perfetto appagamento.
La nostra essenza immateriale, non avendo massa, è libera dalle costrizioni del paradigma spazio-temporale e del principio della causalità. Tuttavia, nel momento in cui la coscienza ha un impatto con la natura sensibile (prakriti), si attivano le dimensioni dello spazio-tempo e dal campo di energia indifferenziata o pradhana scaturiscono forme sensibili (rupa) che diventano oggetto delle nostre esperienze empiriche.
Le strutture della materia che costituiscono i nostri corpi sono la diretta conseguenza del nostro livello di coscienza, della qualità dei contenuti psichici con i quali ci siamo identificati. Ciò in base alla indefettibile legge della remunerazione delle azioni (legge del karman), per cui ogni essere assume una certa conformazione percettiva e psicofisica a seconda della qualità delle azioni che mette in opera e con le quali entra in risonanza energetica tanto da diventare così come agisce. Ogni essere incarnato si trova dunque ad essere prigioniero di una certa struttura psico-sensoriale, che decodifica i campi di frequenze esistenti in base ai propri parametri di riferimento, così egli crede di vedere la realtà ma non realizza l’esperienza pura dell’atman, del sé oltre le infinite maschere dell’ego. Se non si giunge a tale realizzazione non si può sperimentare quello stato ontologico di ananda che è caratterizzato da soddisfazione interiore profonda, poiché evoluzione e felicità hanno necessariamente cammini convergenti.
Il mondo così come lo percepiamo attraverso i sensi e la mente è un’immagine parziale della realtà, condizionata dalle nostre capacità di osservazione, dalle strutture patologiche inconsce che operano nel carattere e dai limiti intrinseci alla percezione sensoriale per la quale la nostra specie è stata programmata.
A causa della dipendenza dalla percezione sensoriale, simile ad una prigione di cui nemmeno intravediamo i confini, siamo incatenati a modelli di pensiero e di vita che abbiamo assunto
come nostri senza peraltro esserlo. L’immagine che abbiamo di noi stessi non corrisponde al nostro volto reale e così soffriamo per la dicotomia sempre più marcata tra chi veramente noi siamo e la percezione distorta che ci siamo costruiti di noi stessi, degli altri, dell’ambiente in cui viviamo.
L’armonizzazione tra il sé e l’io, tra il livello di coscienza profondo e quello superficiale periferico è stato il tema sviluppato nelle due Conferenze, grazie anche alle stimolanti domande poste dal pubblico che hanno dato modo al relatore di spiegare in che modo tale riarmonizzazione è possibile, attraverso strumenti di evoluzione che permettono all’essere di ritornare a vedere la realtà nella sua essenza attraverso le funzioni ontologiche del sé spirituale.
Chi fosse interessato ad approfondire tali argomenti potrà partecipare al Seminario che Marco Ferrini terrà il 10-11 maggio ad Ozzano Emilia (Bologna).

Durata: 2 ore e 56 minuti

Note sull'autore: Marco Ferrini, Ph.D. Psychology. Da oltre trent’anni si dedica allo studio e all’insegnamento della cultura vedica, che ha approfondito con viaggi in India e soggiorni di studio nei luoghi sacri dell’Induismo. Ha ideato programmi radio ed è intervenuto in trasmissioni televisive su tematiche inerenti la cultura Vedica. E’ autore di saggi e libri sulla Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Religione dell’ India antica. Tiene Lezioni, Corsi, Conferenze e Seminari presso Facoltà universitarie e Istituzioni culturali. Collabora con studiosi e centri di ricerca in Italia, negli Stati Uniti e in India. (altre informazioni)

  •     Codice: 08Apr05-BO

Fai la scelta:

Formato




Da inserire:




 | Home |  © COPYRIGHT Centro Studi Bhaktivedanta 2010 CF 90021780508 PI 01636650607