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Libro + DVD: Il Viaggio di Dante e la Bhagavad gita

 EUR 25,00


Esperienza psicologica di Inferno, Purgatorio e Paradiso per l'uomo contemporaneo

[Libro + 2 Dvd]
(disponibile anche in versione cd mp3)

‘L'amor che move il sole e l'altre stelle.’
Nella prestigiosa cornice storico-artistica del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, Marco Ferrini terrà una conferenza nella quale dialogheranno la Divina Commedia e la Bhagavad-Gita, universali monumenti del pensiero occidentale e orientale che, a distanza di molti secoli, ancora ispirano l’uomo moderno nel suo anelito di evoluzione e realizzazione, sia dal punto di vista laico che religioso.
Esplorando le convergenze esistenziali tra queste due opere di filosofia perenne, i partecipanti avranno l’opportunità di fare un viaggio in altre dimensioni che rappresentano differenti livelli di coscienza nella ricerca del senso della vita.
La Commedia e la Gita sono un compendio d’insegnamenti cosmogonici, antropologici ed escatologici, di filosofia, psicologia, etica e spiritualità. L’intreccio di queste tematiche esprime la sostanziale continuità tra i diversi piani dell’essere e la fitta serie di corrispondenze fra micro e macrocosmo.
Se è vero che un’opera è grande nella misura in cui fornisce strumenti teorici e pratici per poter realizzare livelli alti di consapevolezza, e se offre concetti, suggestioni, modelli di vita adatti ad affrontare e risolvere i problemi esistenziali dell’individuo e quelli più complessi della società, allora non è azzardato affermare che la Commedia e la Gita sono scritti di intramontabile valore.
L’intento dell’incontro è il disvelamento del significato congiunto delle due opere oltre i noti contenuti storico-letterari e i caratteri di Dante e di Arjuna non solo come pragmatici uomini di Stato ma anche come appassionati ricercatori che, oltre l’adempimento dei loro doveri nel mondo, anelano a realizzare la dimensione spirituale dell’uomo senza negarne l’umanità nel viaggio che dalla selva oscura conduce all’illuminazione e all’amore immortale.

‘La mia vita non è stata che una serie di tragedie esteriori, e se queste non hanno lasciato su di me nessuna traccia visibile, indelebile, è dovuto al’insegnamento della Bhagavad-gita.’
 Mahatma Gandhi



Informativa dell'evento:

Sabato 26 settembre in Palazzo Vecchio a Firenze la Divina Commedia di Dante Alighieri e la Bhagavad-gita della tradizione indiana, che Marco Ferrini ha fatto dialogare in uno scenario suggestivo, hanno ispirato e affascinato le circa seicento persone intervenute da tutta Italia per l'occasione.

 Il suggestivo contesto storico-artistico ha ospitato egregiamente l'evento, che ha avuto luogo nel Salone de' Cinquecento e che è stato videoproiettato in quello de' Dugento. Le scene di battaglia raffigurate nei dipinti del Vasari, il Genio della Vittoria di Michelangelo e le statue di Vincenzo De' Rossi rappresentanti le Fatiche di Ercole sembravano rievocare i momenti cruciali del viaggio esistenziale di Dante nella Commedia e di Arjuna nella Gita. L'angosciante crisi che entrambi vivono, che pare a loro quasi peggiore della morte, li conduce in una difficile battaglia (la guerra sì del cammino e sì de la pietate) dalla quale escono entrambi vittoriosi.

 Marco Ferrini ha dapprima tracciato una contestualizzazione culturale e socio-storico-politica delle due opere, descrivendo tratti peculiari della civiltà medioevale ai tempi di Dante e dell'antica tradizione indovedica con riferimento alle loro rispettive fonti. Ferrini ha offerto prospettive culturali di ampio respiro in uno stimolante confronto-dialogo tra Oriente e Occidente, tracciando collegamenti tra culture solo apparentemente distanti: i grandi classici greci e latini, gli antichi rishi vedici, la tradizione alchemica medievale e il Dolce Stil Novo, la letteratura islamica e i mistici sufi, il cristianesimo e la tradizione della bhakti vaishnava.
 Su due grandi schermi scorrevano immagini che rievocavano i contenuti delle due opere, mentre Ferrini entrava nel vivo approfondendo i profili psicologici dei caratteri di Dante e Arjuna nelle loro sorprendenti convergenze: due eminenti figure politiche, un priore e un principe, che nel loro dramma esistenziale e sociale, appassionatamente intraprendono la ricerca di un sentiero evolutivo che dalla selva oscura li riconduce alla luce dell’alta consapevolezza, il ben dell'intelletto dantesco e il buddhi-yukta di Krishna nella Gita.
 Attraverso le spiegazioni di Ferrini, le voci di Dante e di Arjuna parevano dialogare tra loro esprimendo le stesse problematiche esistenziali, di cui si è potuta toccare con mano la sorprendente attualità; a tali cruciali interrogativi rispondevano gli insegnamenti di Virgilio e Beatrice nella Commedia e di Krishna nella Gita, offrendo soluzioni e valori di riferimento convergenti. In entrambi i casi l'esperienza della crisi si rivela essere lo stimolo più grande per la propria personale evoluzione, che passa attraverso il riconoscimento ed il superamento dei propri limiti fino all'illuminazione e all'incontro con Dio. Dante riconquista la luce attraverso la discesa negli inferi, in cui riconosce i propri vizi e le umane bassezze, e Arjuna ritrova la pace combattendo nello spirito dell’offerta a Dio quella battaglia di Kurukshetra che ogni individuo è chiamato ad affrontare nella propria vita.

 Dando risposta alle domande poste dal pubblico sono emerse - in un coinvolgente e vivido affresco - le caratteristiche degli stati di coscienza di inferno, purgatorio e paradiso, corrispondenti alle dimensioni bhur, bhuvah, svahah della psico-cosmogonia indovedica.

 I protagonisti della Gita e della Commedia sono stati colti e rappresentati nei loro significati più profondi: uscendo dall'alone di un'interpretazione meramente letteraria ed accademica, essi hanno espresso con forza e chiarezza le loro istanze. Chi ascoltava ha potuto rispecchiarsi nelle loro vicende, li ha incontrati nella propria vita, li ha scoperti presenti nel proprio animo poiché sorprendente espressione di debolezze e virtù proprie, di differenti tendenze e livelli di consapevolezza.

 Alcuni dei temi approfonditi nel confronto tra Commedia e Gita: la figura archetipica del maestro, gli ostacoli lungo il cammino, il rapporto individuo-società, le vie alchemiche della purificazione del cuore, e soprattutto l'amore come culmine dell'esperienza realizzativa in entrambi i percorsi iniziatici. La bhakti della tradizione indovedica e l'amor divino della Commedia rappresentano nelle due opere la meta comune da raggiungersi e al tempo stesso il comune mezzo che conduce a quella suprema meta. In essa è racchiuso il senso della vita prima della morte e oltre la morte.
 Il viaggio dalla terra al cielo, dalla morte all'immortalità, dalle tenebre alla luce, dall'uomo a Dio, dalle passioni egoiche all'amore immortale è l'avventuroso percorso che in parallelo compiono Dante ed Arjuna, e che ogni individuo ha la possibilità di intraprendere per ritrovare la propria collocazione armonica nell'universo e realizzare se stesso oltre i condizionamenti dell'ego, di tempo e spazio.
 La Gita e la Commedia – ha concluso Ferrini – sono opere di intramontabile valore, le cui straordinarie convergenze fanno cadere le contrapposizioni tra Oriente e Occidente, abbattono fanatismi laici e religiosi; esse insegnano ad integrare l'umano con il Divino, a realizzare il Divino senza rinnegare l'umano. La Gita e la Commedia possono non solo proficuamente dialogare tra loro, ma far dialogare anche le genti di oggi, l'individuo e la società, creature, creato e Creatore, conducendo nelle loro espressioni più alte alla realizzazione della divina saggezza e dell'amore immortale. L'amor che move il sole e le altre stelle.
Il Centro Studi Bhaktivedanta ringrazia il Comune di Firenze e la Regione Toscana
per la realizzazione dell'evento

locandina (fronte)
locandina (retro) 

Durata 1° parte: 1 ora 37 minuti
Durata 2° parte: 1 ora 43 minuti

Note sull'autore: Marco Ferrini, Ph.D. Psychology. Da oltre trent’anni si dedica allo studio e all’insegnamento della cultura vedica, che ha approfondito con viaggi in India e soggiorni di studio nei luoghi sacri dell’Induismo. Ha ideato programmi radio ed è intervenuto in trasmissioni televisive su tematiche inerenti la cultura Vedica. E’ autore di saggi e libri sulla Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Religione dell’ India antica. Tiene Lezioni, Corsi, Conferenze e Seminari presso Facoltà universitarie e Istituzioni culturali. Collabora con studiosi e centri di ricerca in Italia, negli Stati Uniti e in India. (altre informazioni)









  •     Codice: LD_09Set26-FI

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