Commento agli Yoga sutra di Patanjali e alla Bhagavad-Gita. SADHANA PADA.
Origine delle problematiche esistenziali e loro soluzioni.
Seminario residenziale tenuto a Pinarella di Cervia, Ravenna
dal 27/12/2008 al 04/01/2009
12 lezioni tenute da Marco Ferrini su: Origine dei disturbi della personalità e loro soluzioni, commento ai 55 sutra del Sadhana Pada di Patanjali in uno studio comparato con la Bhagavad-gita e altri testi fondamentali della cultura vaishnava della Krishna-Bhakti.
Principali contenuti trattati:
sutra 1-17 nascita, funzionamento ed estinzione dei condizionamenti o klesha;
sutra 18-28 la relazione tra percettore e percepito;
sutra 30-34, astensioni e prescrizioni (yama e niyama):
sutra 35-45 gli effetti pratici di yama e niyama;
sutra 46-48 i benefici delle posture o asana,
sutra 49-53 descrizione del pranayama
sutra 54-55 sono dedicati a pratyahara, ovvero a come scollegare i sensi dal fenomenico per giungere alle soglie dell'antaranga Yoga, costituito da concentrazione, meditazione e samadhi o assorbimento nella Realtà.
- Lo Yoga attivo è rigorosa coerenza (tapas), studio di testi scritturali e di sé stessi (svadhyaya) e abbandono a Dio (Ishvara pranidhana). Tapas non significa ottusa sopportazione, ma comprensione dell'ostacolo e suo superamento attraverso strumenti idonei. Del resto, senza tapas non c'è attenuazione dei condizionamenti, e senza quest'ultima l'esperienza del samadhi o la percezione della Realtà rimangono utopia. L'importanza dello studio approfondito è altrettanto fondamentale per immettere nel circuito neurale contenuti non solo ecologici ma che possano ri-orientare la rotta esistenziale del soggetto. Senza la tensione spirituale, senza fare passi significativi verso il cielo, la vita rimane limitata, insipida, piatta - quando non turbolenta - e non soddisfa le insopprimibili istanze interiori che l'essere umano è da sempre naturalmente chiamato a perseguire.
- Sovrapposizione tra il potere visivo del soggetto (purusha) e ciò che viene visto (prakriti) con tutte le implicazioni che ciò comporta nell'ambito della percezione e dell'esperienza dell'individuo. Patanjali ritiene tale identificazione la causa primaria della sofferenza. Famoso e ampiamente discusso il sutra XXXIII, in cui Patanjali suggerisce, in presenza di pensieri disturbanti, di meditare sull'opposto; ecco, a tal proposito, parte del commento di Ferrini: “Si tratta di un insegnamento di psicologia pratica, che permette di attivare funzioni metacognitive, spostare la propria attenzione e modificare la qualità del proprio stato d'animo. E' una tecnica efficace e a costo zero, che può consentire di recuperare immediatamente il tono e la qualità alta delle emozioni e luminosità del carattere”.
- Conseguenze generate dall'adesione a certi princìpi etico-morali di respiro universale, come quello secondo cui chi si dedica alla pratica di ahimsa, la non violenza, vede cessare ogni propria tendenza alla conflittualità.
Note sull'autore: Marco Ferrini, Ph.D. Psychology. Da oltre trent’anni si dedica allo studio e all’insegnamento della cultura vedica, che ha approfondito con viaggi in India e soggiorni di studio nei luoghi sacri dell’Induismo. Ha ideato programmi radio ed è intervenuto in trasmissioni televisive su tematiche inerenti la cultura Vedica. E’ autore di saggi e libri sulla Filosofia, la Scienza, l’Arte e la Religione dell’ India antica. Tiene Lezioni, Corsi, Conferenze e Seminari presso Facoltà universitarie e Istituzioni culturali. Collabora con studiosi e centri di ricerca in Italia, negli Stati Uniti e in India. (altre informazioni)
Durata: 27 ore e 30 minuti