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Estratto da "Yoga e Salute Olistica" (vai al libro)


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I risultati di una pratica seria e costante dello Yoga sono tangibili e sostanziali: ciò che preoccupa ed affligge una persona, bloccandole la respirazione, la circolazione, disturbandole il sonno e mettendola in ansietà, potrà essere elaborato, superato e infine guardato con un sorriso, prevenendo l'insorgenza di gravi malesseri ed attivando le più alte potenzialità del corpo e della psiche di auto-rinnovamento, riequilibrio ed armonizzazione, evitando in questo modo il ricorso alla chimica con tutti i suoi effetti collaterali.
Secondo la scienza ayurvedica, il corpo è il miglior farmacista di sé stesso, a condizione che si coltivi il sapere e il distacco (jnana e vairagya). Posto in condizioni idonee, il corpo è in grado di produrre i “farmaci” di cui ha bisogno, di somministrarseli tempestivamente e di eliminarli subito dopo l’effetto. Quando invece, a causa di una mentalità scorretta, pretendiamo da esso prestazioni per le quali non è stato progettato, non solo riduciamo drasticamente la sua capacità di autoguarigione ma, tenendolo continuamente in tensione, lo condizioniamo a sviluppare nuove malattie, psichiche e fisiche.
Se si è ansiosi, inappagati, nervosi, diffondiamo attorno a noi, pian piano, il nostro mal di vivere e gli altri, anche inconsapevolmente, cominciano a reagire con le stesse modalità; da qui conflitti, tensioni, discordie, dolori e conseguenze costose non solo dal punto di vista pecuniario, ma anche della salute.

 


Corpo e mente rappresentano due universi paralleli che si muovono in consonanza. L’essere spirituale (atman) ha la capacità di dominarli e di gestirli entrambi attraverso una disciplina spirituale (sadhana) applicata con costanza (abhyasa), rigorosa coerenza (tapas) ed entusiasmo (uttsavah), disciplina che può ripristinare nell’individuo l’equilibrio e la capacità di percepire l’Assoluto.
La letteratura tradizionale antico indiana contiene insegnamenti di alta filosofia e di psicologia, ma principalmente insegna l'arte del buon vivere: come imparare a stare al mondo e come porsi nei confronti del creato e delle creature in maniera corretta ed armonica, in modo da prendere e dare il meglio.

In questo consiste la vera ecologia. Gli antichi saggi indiani, i rishi, l'hanno riassunta in una parola: Yoga. Purtroppo questo termine è oggi alquanto bistrattato, mal utilizzato, mal compreso e spesso anche mal spiegato.
L’essenza della vita consiste nel rapporto tra l'essere, la mente e l'intelligenza individuale e l'Essere, la Mente e l'Intelligenza suprema; tra il corpo individuale ed il corpo supremo dell'Universo.
Le persone hanno in genere percezioni molto limitate: ognuno percepisce sé stesso, ma ben difficilmente riesce a percepire e a capire le emozioni, gli stati d'animo o le sensazioni altrui. E' come se la percezione fosse racchiusa, per così dire, nel contenitore "corpo".

Ogni corpo riceve e trasmette emozioni, suggestioni, sensazioni, ciascuno con un proprio codice di percezione: possiamo perciò dire con certezza che non esistono individui identici; neanche due gemelli monozigoti, poiché anch’essi possiedono gusti e carattere peculiari.
La persona, finché è racchiusa, confinata, imprigionata nel guscio nell’ego (ahamkara), non riesce a vivere bene né con sé stesso né con gli altri, perché necessita di contatti autentici e profondi con il prossimo. L’uomo è un essere sociale che può accrescere la qualità della propria vita nella misura in cui riesce a comunicare e ad armonizzarsi con la realtà e con chi lo circonda.

Lo Yoga guida alla reintegrazione del sé con gli altri e con le energie cosmiche che regolano e mantengono ogni cosa nell'universo e che sono potenze emananti dall'Intelligenza divina. Ogni essere dipende totalmente da quest'ultima; la mente, l'intelligenza e l'anima individuale sono frammenti della Mente, dell’Intelligenza e dell’Anima cosmica; il corpo di un individuo è una minuscola parte del Corpo fisico cosmico.

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